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January 23
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Profumo di rosa tra i petali del mio pensiero, carezza delicata diretta al mio cuore, nell’illusione che tu possa esistere davvero la mia speranza cresce e non muore. In silenzio mi lascio abbracciare da te, perfetta sconosciuta fino ad ora, ma capace di afferrarmi e portarmi con sé nella più lucente da me vista aurora. Se chiudo gli occhi sento le tue mani su di me che portan via la più piccola sofferenza, vorrei tanto affidarmi completamente a te per poterti vivere nella mia totale essenza. Lasciami sfiorare il sapore della tua pelle nel fuggire di un misero attimo soltanto, lasciami volare tra le infinite stelle per capire il perché di questo incanto. | January 06
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Ciao a tutti sono la vecchia rintronata, meglio conosciuta come la befana. Vi scrivo perché sono profondamente rattristata dalla sempre minore attenzione che mi state dedicando, a favore di un certo Adriano Celentano. Io non voglio offendere nessuno, ma fonti autorevoli quali il tgcom e studio aperto, non fanno altro che parlarne..mi sapete dire chi è? So solo che sto tizio ha vissuto in una certa via Gluck, che a me pare essere il nome di un gel: “Con Gluck, impieghi un attimo a rifarti il look!”..mah.. Mi dicono che nasce a Milano il 6 gennaio 1938 e lascia presto la scuola per entrare nel mondo del lavoro. Ma io mi chiedo..perché? ce n’era davvero bisogno? La pubblicità del gel non gli bastava? Passa attraverso varie occupazioni tra cui quella di orologiaio..e da lì il passaggio alla musica sembrava davvero essere dietro l’angolo…….perchè l’ha fatto? Perché? Accompagnato nel suo successo dai Rocky Boys..avessi mica detto micio micio bau bau..i Rocky Boys ragazzi, ma ci rendiamo conto?? Non solo il grande molleggiato (così chiamato per le sue scarse prestazioni a letto) ma pure Enzo Jannaci, Giorgio Gaber e Luigi Tenco! Uahu! Nel 1959 riesce ad ottenere un contratto discografico con l'etichetta tedesca Jolly..azz….Nello stesso anno prende parte al film "Dai, Johnny dai!"… il primo di una lunga serie di incitamenti rivolto al suo gioiello di famiglia. Nel 1961, malgrado sia di leva, il sosia del Pan troglodytes (volgarmente conosciuto come scimpanzé) riesce a partecipare sul serio alla kermesse sanremese…”perché sanremo è il meglio”, come disse loretta goggi tra un’imprecazione e l’altra rivolta a mike..si si, credetemi! Qui, in coppia con Little Tony, l’elvis presley dei poveri de ‘no altri, propone il pezzo "24000 baci" suscitando lo scalpore nel pubblico che si chiedeva: “Adriano, perché non dare meno baci e magari riuscire a raggiungere un livello non così deprimente quando ti avvicini al sodo”? Il meritato successo per canzoni che hanno come unico e indiscusso protagonista il suo gingillo, lo porta a fondare la sua casa discografica, il Clan Celentano...Io befana, mi chiedo, non ve ne bastava uno di Pan troglodytes (sempre lui, lo scimpanzé)? Mah… Il primo 45 giri inciso dalla nuova etichetta è "Stai lontana da me", dove il buon Celentano capisce che ormai non è giusto disseminare false speranze in giro, non c’è niente da fare, il suo sesso non ne vuole più sapere. Nel 1967 Celentano e Claudia Mori partecipano al Cantagiro con la canzone "Siamo la coppia più bella del mondo"…una canzone piena di sogni e desideri..di riuscire a…nel momento di..dare il massi…poverino, si illude ancora. La prima vittoria di Adriano a Sanremo risale al 1970 con la canzone "Chi non lavora non fa l'amore"..pezzo con cui vorrebbe trovare una giustificazione al suo stato intimo, perché lui è sempre lì.. part-time..in nero..dal suo amico orologiaio, all’angolo tra via Gluck e Yellow Submarine..si insomma..sul porto. Nel 1974 riscuote grande successo di critica con "Yuppi du", riferimento alla sua prima volta…nel bagno intendiamoci..immagini ormai sfuocate… di tanti, tanti anni prima, ancor prima che il sottomarino fosse giallo, pensate un po’! "Il Bisbetico domato" è il titolo di uno dei suoi film, in cui il buon Adriano dimostra di aver finalmente capito come usare le sue mani……..Nel 1982 pubblica il libro "Il Paradiso è un cavallo bianco che non suda mai"…opera in cui riversa tutto il suo desiderio di poter essere felice…..senza doversi affaticare……..Nel 1987 la Rai decide di affidargli la conduzione di "Fantastico 8", dove ai “fantastici 4”, si aggiungono ciuffo ribelle (Little Tony), voce impavida (Mino Reitano), trippa al vento (Bobby Solo), oltre a lui, il mitico ragazzo della via Gluck…quella lì dai..dopo il pescivendolo…a fianco del baretto…dietro il tabacchino….si insomma…sul porto. La trasmissione resterà nella storia per le provocazioni ed i lunghi silenzi con cui Celentano cerca di capire perché uno dei fantastici 4 (La cosa) era stato soprannominato così dai suoi amici…..ma lo capirà solo quando vedrà il suo ospite a servizio di tinto brass. L'impostazione televisiva in rottura con le tradizioni viene riproposta con "Francamente me ne infischio" e "125 milioni di caz..te", il primo, programma dedicato al suo rapporto ormai indifferente con La cosa, il secondo al suo più profondo sogno erotico…...Adriano nel contempo realizza alcuni grandi album tra cui "Io non so parlar d'amore" (1999)…ammissione ormai spensierata dei suoi problemi con il gentil sesso…."Esco di rado e parlo ancora meno" (2000)….riferito a federica, la sua mano amica. Ultimo grande successo è del 23 novembre, quando quello dal sorriso appena accennato (Pan troglodytes, in arte Adriano Celentano) pubblica il suo album “Dormi amore, la situazione non è buona”..l’ennesimo tentativo, quasi imbarazzante, di riuscire a giustificarsi in un mondo che per lui è e resterà sempre un tabù, il sesso. |
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Qui, seduto, a intuire le note di queste emozioni accarezzare lo spartito della mia vita. I soli segni che vorrei nella musica del mio cuore, gli unici brividi sognati dal mio futuro. Sento qualcosa che sta cambiando, come una voce che diviene via via più calda, a cercare di trasmettere il suo calore al gelo di ciò che è stato. Un soffio di vento che riesce a cullare i miei ricordi, fino quasi a farli svanire, nel più puro dei desideri. Un raggio di sole che sembra avere la forza di sciogliere il freddo di ieri. Un fiore che inizia a crescere nel bel mezzo del deserto, senza un motivo apparente che rende la sua nascita ancor più unica e rara. Da tanto non sentivo la vita così vicina, come una lacrima nel lasciare il suo ricordo sul viso della mia malinconia. Ed eccomi qui, a mettere nero su bianco delle ingenue sensazioni, nel mio tentativo di poterle almeno sfiorare e vivere nella loro speranza. | January 04
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- a coloro che il primo dell'anno, pur vedendo minimo 2 chiamate sul proprio cell, non si degnano nemmeno di un sms - agli amici opportunisti, che sono tutti anima e core solo quando hanno bisogno di qualcosa - a dustin hoffman, che risparmia sulla roba, dato che è già rincoglionito di suo - a giorgio mastrota, che da 20 anni vende pentole e materassi pur vivendo in mezzo alla strada - a brooke logan forrester, che dopo 25 anni di appena accennata prostituzione non accenna a smettere - a trenitalia, che per coerenza vede aumentare i suoi prezzi con i ritardi dei suoi treni (proporzionalità diretta) - a quelli che in chat mettono foto dalla vita in giù e a quelle che ci scopano - a emilio fede, che a forza di ripetere in diretta che il suo è un tg imparziale, si sta convincendo pure lui - a clark kent, che non vuole dire il suo segreto a lana lang, sebbene lo sappiano ormai cani e porci - alla hobby & work, che ha toccato il fondo con la raccolta di dvd dedicata a sampei - a italia 1, che mette in onda le puntate di dragon ball da quando ero ancora normale (cioè da tanto) - a quelli che uccidono tutta la propria famiglia perchè "hanno problemi", invece di porre fine solo alla loro di vita - a quelli che, intevistati in merito, e vivendo nel mondo dei sogni, dicono "era una persona normale" - a rete 4, che ha puntato tutto sulla simpatia di victoria silvstedt, nonchè su un programma innovativo - a thais, che si fa teo mammucari, per ricordare alle sue coetanee che in quel mondo non conta "conoscere" qualcuno - ad achille piè veloce, talmente veloce che si è preso una freccia nel tallone - allo chef tony, che vende un set di coltelli che farebbe rabbrividire jack lo squartatore - a alessandro orlando, presentatore rinomato di telemarket da 20 anni con le sue occhiaie da spavento (dategli una pausa) - a quelli che hanno capito se il nome è alessandro o orlando - a holly che è ancora lì a cercare la fine del suo campo infinito - a shiro che ancora non riesce a farsi mila - a quelli che passano i pomeriggi a guardare la gente di un certo livello a maria de filippi - ai savoia, che tutti vorrebbero prendere a calci in culo - a tonio cartonio, che a 40 anni presentava un programma per bambini - al prof carlo elmi che è l'unico della facoltà di geologia di bologna a non mettere gli appelli del suo esame on-line - a gigi marzullo, che anche sulla tavola del cesso si fa domande e si da risposte da solo - a me stesso, che invece di studiare scrivo ste cazzate e non supererò mai l'esame | January 02
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Qui seduto a cercare le parole migliori non semplici piante ma soffici fiori, difficile esprimere tutto in un sol istante perchè di immagini belle ce ne son tante. Insensato tradurre il cuore con semplici lettere ma di comporre adesso non riesco più a smettere, forse qualcosa per cui sono davvero portato è segnar su carta ciò che non ho mai rivelato. Sentirti vicino mi riempie così tanto il cuore è un affetto in continua crescita che non muore, sarà il tuo carattere un po’ opposto al mio ma quando sto con te mi sento più io. Quello che vorrei farti capire con la poesia è che se non fossi realtà, tu saresti magia, una dolce amica a cui tengo davvero, un’emozione serena nel mio strano mistero. |
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Mi vorrei svegliare con il sentire sulla pelle il sole nascere, come una goccia che pian piano aiuta un fiore a crescere. L’alba è il solo istante che mi rende lecito il fissarti, di solito non mi permetteresti nemmeno di guardarti. Mi alzerei dal letto solo per poterti disegnare come un bambino che non ha nient’altro da sognare, vorrei che la scintilla che rimane nel mio sguardo potesse abbattere ogni mio ultimo baluardo. Tu, o Sole, non te ne accorgeresti nemmeno, che differenza farebbero per te due o tre gradi in meno? Per me, invece, hanno una così grande importanza, mi permetterebbero di volar via da questa buia stanza. La speranza è l’ultima a morire o così, almeno, qui sulla Terra si suol dire. Il fatto è che vorrei migliorare per non dover sempre tutto rovinare. |
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L’infinito non è semplice da trovare ma se guardi dentro te, forse un giorno ci potrai arrivare. Oltre gli atomi e la materia c’è tutto un cosmo da scoprire, un oceano di universi in cui tuffarsi e mai dormire. L’infinito è sempre lì, accanto a te, anche quando sei triste e non credi che c’è. Lo puoi scorgere elevando gli occhi al cielo stellato e poi semplicemente sognare il tuo mondo fatato. L’infinito a volte è nelle piccole cose quando pensi siano semplici fiori e invece son rose, è l’amicizia, è l’amore, è l’unione di tutti i sentimenti anche quelli che in un primo momento intuisci, ma non senti. L’infinito non è fuori, ma è dentro ognuno di noi, in quelle emozioni che percepisci, vorresti gridarle, ma non puoi. L'infinito è l’astro più luminoso e smisurato che c’è ma se vuoi davvero trovarlo, dipende solo da te. |
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Cade la pioggia sull’esile foglia, bagna il suo corpo sebbene non voglia. È spesso arduo cancellare il passato senza riflettere su ciò che è stato. Esci di casa con gli occhi al cielo gettando via ogni soffice velo, non più condizionale nella tua vita senti che ormai la tristezza è svanita. Alzi lo sguardo e tutto è cambiato ciò che era buio adesso è fatato, non più grigio attorno a te la paura di prima adesso non c’è. Cade la pioggia sulla tua soffice pelle come raggi di luna che sfioran le stelle, cade la pioggia sui tuoi pensieri guardi al domani e non pensi più a ieri. |
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Non sono bravo a trovare le frasi esatte per esprimere ciò che adesso mi stai dando, so solo che al tuo ricordo il mio cuore batte e che ormai ogni sera ti sto aspettando. Ogni volta che chiudo gli occhi mi vieni in mente te, non sai cosa darei per poterti abbracciare e come il cielo che di soffice blu si veste, così io come un velo ti vorrei sfiorare. Mi viene da piangere a scriverti la mia poesia perché non ho mai provato così tante sensazioni, non so ancora bene di preciso cosa sia ma voglio vivere fino in fondo le mie emozioni. Se fossi qui, accanto alla mia penna, intuiresti questo mio strano tormento: il mio battito di frenare non accenna perché sei tu il mio soffice lamento. | Soffia il vento del passato tra i petali dei miei pensieri, un ramo in fiore incantato più blu di com'era ieri. La rosea farfalla sussurra da sola quello che pensa del mondo da lassù e come per magia si decide e vola, indietro non ritornerà più. Ma la carezza diventa burrasca e anche se vuole lasciarsi andare sceglie di aggrapparsi altrimenti casca e i prati verdi non potrà più ammirare. Corre la sua vita verso il traguardo ormai sicura di essere riuscita, ad osservare con il più libero sguardo come nessuna cosa sia mai infinita. Stanca ormai di cadere la neve riposa lasciando mirare al sole la sua unica rosa, non più il ramo costretto dal freddo a piegarsi ma la leggerezza di fiori nascenti intenti a svegliarsi. Il vento si guarda attorno meravigliato: non crede a ciò che in un lampo si è creato, colori di ogni sfumatura dominano l’atmosfera creando un’immagine che diviene sempre più vera. La fantasia comincia a non volersi fermare e su una nuvola ti invita a volare, paesaggi fatati puoi vedere da lassù dove il cielo si fa sempre più blu. Insieme alla natura le sensazioni rinascono e dal cuore l’emozioni parlanti non tacciono, anche questo vuol dire primavera il non distinguere il giorno dalla sera. Stelle di neve cadon dal cielo a voler rivestire l’umano gelo; freddo apparente che confonde i sensi, tranne quello che nel tuo io pensi. L’inverno sta soffiando con convinzione ma non so ancora la sua direzione, vedo le solite immagini che si ripetono senza mai capire ciò che mi dicono.. ..E quando penso di aver perso ogni speranza ecco un arcobaleno apparire nella mia stanza, tutto attorno perde di significato e io non riesco più a ricordare il passato. La mente è ormai libera da ogni pensiero, da quello più confuso a quello più vero. Non sono i caldi colori a rassicurarmi ma la vista di un’amica che vuole abbracciarmi.
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